Lettera aperta

Lettera inviata al Maestro Pacor Sovrintendente de Teatro Carlo Felice ed ai media cittadini

Caro Maestro,

Ti esprimo la mia solidarietà nei confronti degli attacchi che stai ricevendo in questi ultimi tempi. Sono certo che se potessi guidarlo con più serenità il Teatro beneficerebbe ancor piu’ della Tua grande professionalita’ ed esperienza, nonostante i pochi soldi e le indubbie difficoltà. Compreso il ritorno del tanto amato Festival Internazionale del Balletto a Nervi, che Tu hai compreso essere un patrimonio straordinario della città e che altri hanno denigrato e distrutto per ambizioni personali e poca lungimiranza.

Ti auguro di vincere queste battaglie, che sono anche le battaglie di tutti coloro che pensano che la cultura e il bello siano parte essenziale della vita. E per proteggere il posto alle tante persone che nel teatro lavorano, alle quali mi permetto di suggerire di comprendere che non è più possibile garantire certi anacronistici privilegi come, ad esempio, pagare l’indennita’ di trasferta in caso di esibizioni a pochi metri di distanza dal teatro.

Per chiudere ricordo un frase del Maestro Mario Porcile (ideatore e Direttore Artistico del Festival di Nervi): “Non si può vivere di sole patate, ogni tanto bisogna gustare anche il caviale!”

Massimo Alfieri
Ex Assessore
Municipio Levante

La frana di via Ventotene

 Non voglio assolutamente fare l’uccello del malaugurio, ci mancherebbe. Né mettere il dito nella piaga. Ma quando ho visto le immagini della frana in via Ventotene mi è subito venuta in mente via Copernico. La situazione lassù è molto simile, con l’unica differenza che addossati alla scarpata ci sono due palazzi. Da anni lentamente la collina si sta muovendo verso il basso, senza che nessuno intervenga. I cavi dei tralicci dell’alta tensione sono tiratissimi perché i pali della luce sono piegati di diversi gradi; addirittura è stato aggiunto uno scalino per poter accedere al portone perché il terreno si è abbassato. Anche se non sono un tecnico, credo che non siano segnali rassicuranti. I tecnici del Comune intervenuti su mia chiamata quando ero Assessore al Municipio del Levante hanno detto che è tutto normale. I Vigili del Fuoco non mi sembravano della stessa opinione, ma non sono mai riuscito a venire in possesso del verbale rilasciato quando li ho chiamati.

Sono stato accusato dal proprietario di un appartamento di aver in qualche modo compromesso il valore del suo immobile. Io ho agito secondo coscienza, per me la vita delle persone ha la priorità su qualunque cosa. E in questo caso non riesco proprio a stare tranquillo, neanche se il mio compito in Municipio è terminato.

11 Febbraio 2012 – Il Secolo XIX - Borgoratti, palazzo a rischio

17 novembre 2011 - Telenord - Possibili frane in via Copernico

Il PLI e Ilona Staller

Apprendo con sgomento dal sito del Corriere la scelta di candidare alle prossime elezioni romane la signora Ilona Staller nelle file del Partito Liberale. Cavalcando battaglie di pannelliana memoria, i cui nefasti effetti (mi riferisco alla liberalizzazione delle droghe cosiddette leggere) sono stati da tempo scientificamente dimostrati (il concetto di droghe leggere è infatti assolutamente discutibile). Dopo la scelta, da me osteggiata fin dall’inizio tanto da indurmi a presentare le dimissioni da Segretario regionale insieme al Presidente Calabria (respinte dal direttivo Regionale Ligure all’unanimità), di presentare in fretta e furia liste autonome alle scorse elezioni politiche (ottenendo come previsto pessimi risultati), nuovamente il Presidente nazionale Palumbo ed il Segretario De Luca si mettono in luce per scelte a dir poco discutibili.

Ritengo che il concetto di apparire ad ogni costo sia sbagliato. Se i media seguono questa logica, io seguo la logica della coerenza e della serietà. Meglio un Partito Liberale assente dalle istituzioni che un Partito Liberale rappresentato da certi personaggi di dubbia moralità o portavoce di iniziative anacronistiche e dannose.

Mi piacerebbe sapere cosa Einaudi e Malagodi ne penserebbero se fossero ancora in vita.

10/04/2013 Corriere.it Ilona Staller ritorna alla politica

Sono di nuovo qui

mia1

Cari amici,

dopo un periodo sabbatico in cui non ho più modificato il mio sito ho deciso di riprendere ad aggiornarlo. Cominciando dalla sua veste grafica, che come potete vedere è più moderna e sarà più interattiva di prima. Purtroppo continui attacchi da parte di pirati informatici mi hanno causato (e mi stanno causando tuttora) grossi problemi. Per questa ragione il sito al momento ha pochissimi contenuti. Ci sto lavorando.

Spero di tornare presto ad ospitarvi su questa piazza, che ricordo essere di tutti (rispettando sempre le regole della buona educazione, ovviamente!)

A presto,

Massimo

Il controsenso

Ho già avvertito l’ufficio tecnico del Municipio, quindi mi aspetto che a breve il problema venga risolto. Anzi a brevissimo, visto che quando gli ho detto che l’impresa che ha abbattuto il ponticello ha lasciato in alveo fiume le rampe di detriti che avevano costruito per arrivare con i mezzi sono rimasti inorriditi.

Ma porca paletta, dico io, hanno abbattuto il povero ponticello perché (a detta loro) ostacolava il deflusso del torrente Sturla provocando non so quali pericoli per la popolazione (che non aveva causato in 120 anni di onorata carriera) lasciando centinaia di metri cubi di detriti in alveo fiume? Quelli si che alla prima pioggia faranno (o avrebbero fatto, mi auguro) da trampolino alle acque impetuose del torrente. Mi me tastu…

Detto questo, vi ricordate quando ho denunciato la rottura dell’apparato fognario nel fiume dopo l’alluvione? (per quelli che non si ricordano possono cliccare qui per rinfrescarsi la memoria) Bene, oggi il torrente è completamente invaso da alghe verdognole, cosa assolutamente inconsueta (ho parlato con diversi abitanti della zona che mi hanno detto di non aver mai visto in questo stato lo Sturla). Mi viene da chiedermi (ma sono ignorante in materia, lo ammetto) se per caso non ci siano ancora delle rotture nelle fogne che alimentano con i loro batteri la flora del fiume. Ho scritto una segnalazione ad Arpal.

    

Evvai!

Giovedì sera sono andato a fare un passo a Nervi in occasione delle serate nerviesi. Anzi, invito tutti voi a farlo, è molto piacevole trascorrere qualche ora a passeggio per le vie dello shopping di nervi chiuse al traffico per l’occasione (tutti i giovedì di luglio a partire dalle 21).

Con mia grande sorpresa ho trovato due banchetti per la raccolta delle firme di coloro che vorrebbero che il progetto di chiusura di via Oberdan diventasse realtà (clicca per leggere la proposta). Ne sono veramente lieto, continuo a pensare che tale idea vada cavalcata per rilanciare l’intero quartiere. Ovviamente io ho messo la mia firma, se qualcuno volesse dare il suo contributo troverà i banchetti in tale via durante la manifestazione. Se invece per voi fosse difficile partecipare ma voleste comunque dare il contributo, vi invito a scrivermi all’indirizzo massimo@massimoalfieri.it.

Buona estate

La fabbrica di cioccolato – aggiornamento

Dopo l’incredibile esperienza degli arresti, sono tornato nella fabbrica ex Aura di Nervi (leggi l’articolo sul sopralluogo precedente). Accompagnato dalle forze dell’ordine che custodiscono le chiavi di accesso (l’area è attualmente posta sotto sequestro dal tribunale di Milano per il processo Fiorani), ho chiesto il sopralluogo per verificare se fossero ancora presenti clandestini come segnalato da alcuni residenti. Fortunatamente le tracce che abbiamo trovato erano, a detta dei Carabinieri, non recenti, per cui evidentemente i locali non erano più utilizzati da tempo come dormitorio.

Ho poi organizzato un incontro al quale ha partecipato il presidente Carleo e l’Assessore Scidone, per sollecitare un aggiornamento relativamente ai problemi ambientali riscontrati dai vari enti che sono intervenuti (e che avevano poi ridimensionato fortunatamente i dati allarmistici diramati inizialmente dalla ASL). Stiamo aspettando alcune risposte (in primis dai Vigili del Fuoco e dalla ASL), dopodiché è nostra intenzione mettere al corrente la cittadinanza della situazione possibilmente con una assemblea pubblica.

Questa al momento è la situazione. La speranza è che finalmente il processo abbia una svolta e che si decida di alienare l’area per realizzare, così come da noi auspicato, la cittadella dello sport. La fabbrica allo stato attuale rappresenta una situazione di degrado insostenibile ed insopportabile per il quartiere.

 Vi terrò informato sugli ulteriori sviluppi.

Il PUC questo sconosciuto

In questi giorni stiamo dibattendo il nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale), in vista del nostro consiglio che si terrà il prossimo 26 settembre. In realtà sono circa due anni che ci stiamo occupando di questo documento, e adesso siamo alla stretta finale. Come altri hanno detto prima di me (in particolare l’ing. Davide Viziano, Presidente della Consulta degli Edili, che di PUC sicuramente se ne intende), un bambino di carta di oltre mezzo metro (tale è la dimensione del documento se qualcuno si vuole cimentare a stamparlo) rappresenta un pericoloso strumento per la Pubblica Amministrazione. Troppe regole vogliono dire infatti tante interpretazioni e dunque tanti ricorsi.

Ma quello che più mi preoccupa non è tanto il rischio ricorsi quanto quello che il PUC potrebbe nascondere tra le pieghe. Il PUC detterà infatti le regole di sviluppo della nostra città per i prossimi dieci anni, inserire delle clausole o toglierle vorrà dire agevolare o impedire determinate operazioni. Non sono un tecnico, ma quando ho cominciato a leggere il PUC mi sono subito accorto di un elemento particolarmente pericoloso. In ogni Municipio, infatti, sono state previste delle aree dette “di trasformazione”, dove il Comune ha previsto un cambio di destinazione d’uso. Per fare un esempio, sul nostro territorio sono state previste le aree dell’ex manicomio, le stazioni di Quarto e Quinto, l’area dell’ex fabbrica di cioccolato Aura a Nervi e quelle limitrofe all’istituto ML King a Sturla. Perché queste e non altre? Perché, citando ad esempio la stazione di Quarto, si prevede la costruzione di un albergo e non un condominio? Non sto dicendo che sono aprioristicamente contrario o favorevole a riqualificare certe aree, dico soltanto che se qualcuno vuole presentare un progetto fino a questo momento deve confrontarsi con il territorio (a partire dal Municipio) contrattando, tra l’altro, le opere pubbliche da costruire in cambio dell’assenso alla variazione d’uso. Da domani, se il PUC verrà varato così come è, non ci sarà più bisogno di questo confronto perché la variante sarà stata applicata di ufficio. Con il rischio di ulteriori cementificazioni sul territorio e la perdita degli oneri di urbanizzazione dal territorio, risorsa fondamentale per la realizzazione di opere pubbliche in questo clima di austerity (oltre il danno la beffa).

Sin dall’inizio ho chiesto delucidazioni su questo, sul criterio di scelta di queste aree e sulla base di quali progetti sia stata scelta la modifica. Ricevendo sempre risposte evasive.

Il 26 darò battaglia, garantito al limone.

Nuove assemblee

Settimana calda la prossima. E non solo dal punto di vista meteorologico. Lunedì 27 giugno 2011 alle ore 21, presso il teatro Emiliani a Nervi, si terrà una assemblea pubblica sulla mia proposta di cambiamento della viabilità della via Oberdan. Mercoledì 29, presso il Centro Civico di Quarto alta, si terrà invece alle ore 18 una assemblea pubblica sull’area sportiva delle Campanule, da anni terra di nessuno in stato di abbandono che attende di essere assegnata  a qualcuno. A questo secondo incontro ha garantito la sua presenza anche l’assessore Margini.

Spero che non partecipino solo mugugnoni o gente prevenuta, ma persone propositive che diano un contributo alla causa. Sono un po’ stufo di sentirmi dire che va tutto male qualunque cosa si faccia o si dica. E di essere accusato di fare gli interessi di chissà chi. Anche se a qualcuno potrà sembrare strano, l’unico mio interesse è servire la mia città. Punto.

20/06//11 – Il Secolo XIX – Il riscatto di Nervi, cinque nodi da sciogliere

12/06/11 – Corriere Mercantile – Via Oberdan pedonale a metà

10/06/11 – Il Secolo XIX – Nervi, via libera all’isola pedonale

05/06/11 – Il Secolo XIX – Via Oberdan verso lo stop alle auto

29/05/11 – Il Giornale – A bordo del trenino Pippo

26/05/11 – Corriere Mercantile – Via Oberdan pedonale potrebbe sfruttare il trenino

22/05/11 – Corriere Mercantile – Via Oberdan ipotesi pedonalizzazione

La nuova Nervi?

La mia proposta

Qualche giorno fa sul mio sito ho scritto di una idea che mi stava frullando nella testa da qualche giorno relativamente alla viabilità di Nervi. In quell’articolo (clicca per leggere) parlavo ipoteticamente di pedonalizzazione a Nervi. Nel tempo l’idea ha cominciato a prendere forma. Ho organizzato incontri con la Polizia Municipale, la Mobilità, i commercianti, AMT per valutare i vantaggi, le perplessità, e le problematiche legate a questa proposta. Oggi sono in grado di formularla, conscio del fatto che si tratterebbe di una proposta sperimentale e non definitiva.

Il senso di marcia: Questo è il nodo cruciale: la mia idea prevede l’inversione del senso di marcia dell’anello via Oberdan – Viale Franchini, come segnato nella foto (cliccandoci sopra è possibile ingrandirla). Questa operazione, all’apparenza banale, mi permette però di poter disporre del tratto di via Oberdan compreso tra i due lati di viale Franchini, in maniera autonoma. Questo vuol dire di poterla chiudere al transito dei veicoli a piacimento, senza dover, come succede adesso ad esempio per le serate nerviesi, cambiare il senso di marcia a viale Franchini in maniera occasionale.

AMT: La mia proposta ad AMT (in attesa di approvazione da parte della loro direzione e senza la quale sarei il primo ad oppormi al nuovo piano) è quella di portare il capolinea del 15 a Capolungo (togliendolo da viale delle Palme e creando alcuni nuovi posti auto) e di creare con il 516 ed il 517 due linee circolari in grado di coprire le strade di Nervi. In particolare il 517 dovrebbe avere la possibilità di transitare nella via Oberdan al contrario anche durante le ore di chiusura della strada, facendo un anello largo Oberdan, via del Commercio, via Oberdan, viale Franchini, via Oberdan, Largo Oberdan. Il 516 potrebbe invece fare via Oberdan, viale Franchini, via Sala, e andare a S. Ilario. Alla fine il servizio pubblico sarebbe sensibilmente migliorato. Ho anche chiesto di valutare l’utilizzo dei mezzi elettrici mai utilizzati ma sfruttando la piastra a ricarica induttiva presente in largo Oberdan (leggi).

Semi-pedonalizzazione: la conformazione del territorio non ci permette di parlare di pedonalizzazione vera e propria: nei momenti di punta, infatti, la via Sant’Ilario (ed in particolare il semaforo sull’Aurelia) non sono in grado di assorbire la quantità di auto in uscita da Nervi . L’idea è quella di creare degli orari (ad esempio dalle 15 alle 18 tutti i giorni e dalle 13 alle 18 due volte la settimana) dove incentivare i pedoni a vivere una via Oberdan libera dai rumori e dallo smog. In quel caso lo scarso traffico può tranquillamente essere assorbito dalla via Sant’Ilario e Capolungo. I commercianti potrebbero approfittare della cosa e fare orario continuato in quelle occasioni.

La sperimentazione: A fine agosto è prevista la chiusura del cantiere di via Oberdan. A gennaio l’inizio di quello in via Sala. SI potrebbe provare a sperimentare la nuova viabilità in questo periodo, provando per una ventina di giorni la sola viabilità sempre aperta e sperimentando la pedonalizzazione solo e se la viabilità funziona.

10/06/11 – Il Secolo XIX – Nervi, via libera all’isola pedonale

05/06/11 – Il Secolo XIX – Via Oberdan verso lo stop alle auto

29/05/11 – Il Giornale – A bordo del trenino Pippo

26/05/11 – Corriere Mercantile – Via Oberdan pedonale potrebbe sfruttare il trenino

22/05/11 – Corriere Mercantile – Via Oberdan ipotesi pedonalizzazione